Tra Bergamo e Brescia: Iseo, Crocedomini e Idro

Scritto da Michele Della Torre il 21 luglio 2010 – 21:50

Dopo aver eseguito il primo tagliando alla Thunderbird, ci voleva un bel giro di due giorni tra Bergamo e Brescia, facendo il giro del lago di Iseo, attraversando alcuni passi delle Prealpi, tra cui il Vivione e il Crocedomini, e dormendo sul lago di Idro.

Informazioni riassuntive

  • Lunghezza: 585 km circa da Cernobbio a Cernobbio
  • Tempo impiegato: 2 giorni

Primo giorno: sabato

Mappa Iseo e Idro primo giorno

Mappa Iseo e Idro primo giorno

Io e Alex ci troviamo ad Albese verso le 8:30 del mattino e andiamo in un vicino centro commerciale per comprare i panini per pranzo. Visto che non mi sono ancora arrivate le borse per la moto, ho sfruttato il capiente bauletto della Bandit che mi è stato gentilmente concesso dal mio socio.

Puntiamo verso Bergamo seguendo noiosa la statale, per poi salire verso Zogno dove troviamo un traffico incredibile. Da lì risaliamo ancora un po’ fino ad arrivare al bivio per Selvino: la strada che porta a Nembro è davvero divertente, tutta curve e tornanti.
Affrontiamo ancora un pezzo di statale con destinazione Sarnico, sul lago di Iseo: ci fermiamo nei pressi del porto per il pranzo.

 Dopo la breve pausa riprendiamo il cammino costeggiando completamente il lago verso nord fino a Castro: bisogna prestare un po’ di attenzione nell’ultimo tratto perchè la strada diventa abbastanza stretta ed è difficile vedere con anticipo i mezzi provenienti dalla direzione opposta. Iniziamo quindi la salita verso Clusone, breve sosta per il rifornimento a Rovetta, per poi puntare verso Azzone, attraversando il passo della Presolana ed entrando così nella Val di Scalve.

Il tempo peggiora improvvisamente e inizia a piovigginare, indossiamo le tute impermeabili e continuiamo la salita che ci porta sul passo del Vivione a 1827 metri: la strada è piacevole, ma bisogna prestare attenzione perchè è molto stretta: il cartello riporta testualmente che la larghezza va “dai 2.5m ai 4.5m”.

Scendiamo verso Paisco Laveno sperando di non incrociare nessuno nei punti più stretti e arriviamo a Forno Allone dove imbocchiamo la statale 42 per arrivare abbastanza rapidamente a Breno; nel frattempo smette di piovere, ma il cielo rimane comunque molto scuro.
Iniziamo la salita verso il Crocedomini, che nel tratto iniziale permette di mantenere un buon ritmo, ma sul più bello dobbiamo fermarci a rimettere le tute antipioggia. Senza scoraggiarci troppo continuamo a salire e la strada si stringe parecchio, tant’è che ritornano gli inquietanti cartelli già incontrati sul Vivione; come se non bastasse finiamo in una nuvola bassa ottenendo una visibilità di qualche decina di metri. Molto lentamente arriviamo in cima senza particolari problemi.

Durante la discesa la visibilità torna a livelli normali e iniziamo la discesa sulla SS669 attraversando una pineta dove dai tronchi degli alberi abbattuti sono state ricavate delle simpatiche sculture di legno; dopo una trentina di kilometri di curve arriviamo sul lago d’Idro, luogo in cui abbiamo prenotato il bed and breakfast.

Secondo giorno: domenica

Mappa Iseo e Idro secondo giorno

Mappa Iseo e Idro secondo giorno

Il b&b in cui pernottatiamo è davvero bello, con una vista mozzafiato sul lago d’Idro, ma dormo malissimo perchè un calabrone di proporzioni epiche ha avuto la bellissima idea di infilarsi nel lampadario proprio sopra il mio letto e non era più in grado di uscirne: ogni tanto si svegliava e iniziava ronzare, con il risultato di svegliare anche me.

Dopo un’abbondante colazione partiamo costeggiando il lago in direzione sud, trovando una bella strada con pochissimo traffico; non può dire lo stesso chi fa il percorso in direzione nord, che si ritrova imbottigliato in una lunga coda di auto.
Nei pressi di Sabbio Chiese cambiamo direzione e imbocchiamo la SP79 che porta fino a Lumezzane, poi seguiamo per Iseo: questo tratto è davvero divertente, con tantissime curve.

Da Iseo costeggiamo il lago in direzione nord sulla strada storica, evitando la veloce e rettilinea SS510; siamo però costretti a una piccola deviazione a causa di un incidente sul lungolago.
Ci troviamo quindi a ripercorrere il tratto tra Lovere e Clusone, ma questa volta ci dirigiamo verso ovest: inizialmente incontriamo curve molto larghe, poi la strada si stringe e iniziamo ad arrampicarci sui tornanti del passo della Zambla. Arrivati in cima ci fermiamo nel ristorante dove mangiamo, circondati da molti altri motociclisti.

La discesa è inizialmente abbastanza sconnessa, per poi migliorare lungo il percorso; arriviamo a San Giovanni Bianco, dopo aver fatto una quantità industriale di curve, e da lì torniamo a casa infilandoci per l’ennesima volta nella bellissima Val Taleggio di cui ho già parlato altre volte.

Punti di interesse

Questo percorso è sicuramente indicato a chi ama arrampicarsi sui monti, godendosi la natura e le belle strade. I punti più turistici, nel senso classico del termine, sono i due bellissimi laghi, in particolare quello di Iseo.

Un paio di foto…

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